Modello 231, cos'è

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cos'è

Dal 2001 l'impresa risponde in via amministrativa per i reati commessi al suo interno, con accertamento in sede penale (D.Lgs. 231/2001). Il Modello di organizzazione, gestione e controllo — il «Modello 231» — è lo strumento esimente tipico previsto dalla legge per escludere questa responsabilità (art. 6 D.Lgs. 231/2001).

A chi si applica

Agli enti forniti di personalità giuridica e alle società e associazioni che ne sono prive, senza soglia minima.
Un'impresa con 10 dipendenti ha gli stessi rischi-reato di una con 500.

Cosa rischia un’impresa senza Modello (o con un Modello solo formale)

  • Sanzioni pecuniarie da 25.800 € a 1.549.000 € (artt. 10-12 D.Lgs. 231/2001).
  • Sanzioni interdittive da 3 mesi a 2 anni — in casi specifici, definitive (artt. 13 e ss. D.Lgs. 231/2001).
  • Confisca del profitto del reato (artt. 19 D.Lgs. 231/2001).
  • Esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi ed eventuale revoca di quelli già concessi (art. 9 D.Lgs. 231/2001).
  • Pubblicazione della sentenza con conseguente danno reputazionale (artt. 18 D.Lgs. 231/2001).

Le cinque categorie di reati-presupposto strutturali a qualsiasi impresa:

Categoria

Articolo D.Lgs. 231/2001

Riferimento principale

Sicurezza sul lavoro

art. 25-septies

Lesioni colpose gravi e omicidio colposo

Ambientali

art. 25-undecies

Rifiuti, scarichi, emissioni, bonifiche

Societari

art. 25-ter

False comunicazioni sociali, ostacolo a funzioni di vigilanza, impedito controllo

Tributari

art. 25-quinquiesdecies

Dichiarazione, versamento, compensazione

Cyber e dati

art. 24-bis

Accesso abusivo, delitti informatici

A queste si aggiungono i reati contro la PA (artt. 24-25), delitti contro l’industria e il commercio (art. 25 bis1.) ricettazione, riciclaggio, impiego e autoriciclaggio (art. 25-octies), intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (art. 25-quinquies), impiego di cittadini di paesi terzi irregolari (art. 25-duodecies) e altri ancora a seconda del settore.

Il vero rischio

Non è non avere un Modello 231. È averne uno che, in sede di accertamento giudiziale, non viene riconosciuto come idoneo.

L’elaborazione giurisprudenziale ha consolidato una qualifica precisa per questa configurazione: «Modello meramente formale». È il Modello che esiste come documento ma non come sistema operativo. Non produce esonero dalla responsabilità ex art. 6 D.Lgs. 231/2001, e in sede di valutazione si trasforma da scudo a indizio di superficialità organizzativa.

Un Modello 231 «meramente formale» non protegge l’ente. Quando arriva una verifica, il giudice non legge il documento. Verifica se il sistema è effettivamente operativo, tracciabile e coerente con i reali processi aziendali. Un Modello che funziona è uno che integra simultaneamente due requisiti: stare in piedi sotto accertamento di idoneità ex art. 6 D.Lgs. 231/2001 e soddisfare i criteri premiali del Rating di Legalità.

Cinque domande — le stesse che l'auditor verifica prima dell'evento, e che il giudice valuta dopo:

  • Il tuo Modello è stato costruito sulla base dei tuoi specifici processi aziendali e dei rischi-reato che li caratterizzano?
  • L'OdV si è riunito periodicamente nell'ultimo anno verbalizzando le riunioni?
  • I processi aziendali sono oggetto di reali controlli interni o, se esistono, sono solo carta?
  • I dipendenti sono stati informati e formati sul Modello?
  • Esiste un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure?

Se anche solo una risposta è «non so», il Modello potrebbe non reggere.

Il Modello 231 è un'infrastruttura organizzativa, non un adempimento. Funziona su due piani non separabili:

  • primo piano— sede di accertamento di idoneità ex art. 6 D.Lgs. 231/2001;
  • secondo piano— requisito premiale ai fini del Rating di Legalità (art. 10 Reg. AGCM 31812/2026).

Si costruisce prima. Si documenta oggi. Si dimostra quando serve.

Quando Accade


Modello formale

Modello effettivo

Verifica del giudice

“Esisteva ma non funzionava”.

Documentato: riunioni verbalizzate dell'OdV, tracciabilità delle decisioni, formazione e informazione 231.

Sanzione 231

Da 25.800 € a 1.549.000 €. Possibili interdizioni. Confisca del profitto.

Possibile esonero da responsabilità ex art. 6 D.Lgs. 231/2001.

Posizione dell'amministratore

Esposto in via personale per dolo eventuale o culpa in vigilando.

Documentazione strutturata sull'adeguatezza dell'assetto, costituita prima dell'evento e valutabile in sede di giudizio.

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